di Maurizio
Lodola & Marco La Volpe -
Via di Scandicci, 79
Scandicci (FI) - Tel/fax: 055 252713 -
info@pianetablu.info
P.IVA / C.F.
05535200488 - Isc. Reg.Impr. di FI: 05535200488
L'azienda
Le
schede
Le offerte
Approfondimenti
Disponibilità
reale
PROCESSO
DI FOTOSINTESI CLOROFILLIANA CON LUCE ARTIFICIALE
Gli organismi vegetali sono definiti
"autotrofi"
poiché soddisfano le proprie esigenze di proteine, carboidrati, zuccheri e vitamine
partendo da elementi chimici semplici (sali minerali e anidride carbonica) a differenza
degli animali, definiti perciò "eterotrofi", che devono nutrirsi di
vegetali o di altri animali che a loro volta si sono nutriti di vegetali (catena
alimentare).
Il processo mediante il quale le piante
trasformano la CO2 in zuccheri viene chiamata "fotosintesi
clorofilliana": l'anidride carbonica disciolta in acqua o miscelata nell'aria,
giunge attraverso la cuticola o gli stomi ai cloroplasti (ricchi di
clorofilla), organuli cellulari destinati alla fotosintesi. La prima fase del processo è
definita "fase luminosa": l'energia della radiazione luminosa (solare o
artificiale) viene immagazzinata in alcuni pigmenti. La seconda fase, detta "fase
oscura", è esclusivamente biochimica: l'energia immagazzinata nelle prima fase
viene resa disponibile per legare tra loro acqua e anidride carbonica e formare glucosio
con liberazione di ossigeno come prodotto di scarto.
Fotosintesi
Luce + Acqua + Clorofilla ® Energia (ATP) + O2
fase luminosa
Anidride carbonica+ Energia (ATP) ® Glucosio + Acqua fase oscura
Respirazione
C6H12O6(glucosio « amido)
+ O2 à En + CO2 + H2O
Affinché la fotosintesi proceda in maniera
ottimale, alcuni fattori (definiti limitanti) devono essere compresi tra un minimo
e un massimo al disotto e al disopra dei quali il processo si arresta.
Fattori
limitanti
Luce:
la clorofilla assorbe la luce nel rosso e nel blu,
per questo motivo vanno utilizzate
in acquario lampade fitostimolanti o a luce
miscelata (vedi
spettri) e sostituite prima del loro effettivo esaurimento: la radiazione
non sarebbe più energetica a sufficienza per innescare la reazione fotosintetica. Temperatura: la fotosintesi aumenta con la
temperatura, ma appena superato il valore ottimale (25-30 °C) il processo si arresta per
inattivazione di alcuni enzimi. In acquario, a temperature superiori ai 27 °C si ha una
maggiore dispersione della CO2 e quindi un calo dell'attività fotosintetica. Anidride carbonica: valori troppo bassi
arrestano la fotosintesi. Se l'acquario non è provvisto di un arricchitore di CO2,
il metabolismo dei pesci ne produce a stento la quantità minima necessaria che diventa
immediatamente insufficiente se si ha in funzione un aeratore o un forte movimento d'acqua
in superficie. Ossigeno: è un elemento inquinante per la
fotosintesi (è infatti un prodotto di scarto); un eccessivo tenore di ossigeno in
acquario arresta il processo fotosintetico.